"Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo." (Ippocrate)

"Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo." (Ippocrate)

martedì 7 gennaio 2014

LA COLAZIONE: UNA SANA ABITUDINE


La colazione è un’abitudine importante perché ci aiuta ad affrontare con la giusta carica le numerose attività e lo stress che compongono la nostra giornata.
Una prima colazione adeguata deve fornire circa il 15-20% del nostro fabbisogno calorico.
Ci sono davvero tanti buoni motivi che rendono la colazione un’abitudine quotidiana importante per il nostro benessere all’interno di un´alimentazione sana e equilibrata:
CI FORNISCE LA GIUSTA ENERGIA AL MATTINO:
dopo una notte di digiuno è fondamentale fornire la carica energetica necessaria al nostro organismo per affrontare tutte le attività della giornata.
CI AIUTA A MIGLIORARE LA NOSTRA PERFORMANCE:
una colazione adeguata può migliorare la nostra capacità di memoria e il nostro livello di attenzione.
È UN MODO PIACEVOLE DI COMINCIARE LA GIORNATA:
dedicare del tempo alla colazione, magari condividendola con le persone con cui viviamo, può aiutarci a iniziare con più vitalità la giornata.
MIGLIORA LA QUALITÀ DELLA DIETA QUOTIDIANA:
fare regolarmente la prima colazione aumenta la probabilità di assumere tutti i nutrienti di cuiabbiamo bisogno nell’arco della giornata.
CI AIUTA AD ASSUMERE MENO CALORIE NEI PASTI SUCCESSIVI: 
una prima colazione equilibrata aiuta a controllare meglio il senso di fame e di sazietà durante tutta la giornata, permettendoci di non arrivare all’ora di pranzo affamati.
Ricordati che variare gli alimenti a ogni pasto è importante per garantire al nostro organismo l’assunzione di tutti i nutrienti e per rendere ancor più piacevole il momento della colazione. Scegli quindi la tua colazione ideale in base anche ai tuoi gusti!

Cereali a colazione

latte fresco parzialmente scremato o yogurt (200 ml)
cereali tipo cornflakes (30 g cioè un bicchiere)
un frutto di stagione o 3 gherigli di noci 
Biscotti a colazione
latte fresco parzialmente scremato o yogurt magro (200 ml)
4-5 biscotti secchi o frollini
una spremuta d’arancia o 3 gherigli di noci o mandorle (100 ml)

Fette biscottate e marmellata a colazione
latte o yogurt (150 ml)
3 fette biscottate o una fetta di pane integrale tostato  + un velo di marmellata
una spremuta d´arancia (100 ml)

FONTE IMMAGINI www.benesserevillage.it

LA CISTITE SI CURA PRIMA A TAVOLA


L'acqua rimane il primo rimedio ma occorre anche abolire gli alimenti dannosi e fare spazio a quelli che ci fanno bene...

La notevole diffusione della cistite ha promosso esperienze dietetiche e studi nutrizionali per considerare l’impatto dell’alimentazione nel trattamento e nella prevenzione di questa infezione delle vie urinarie . Oggi sappiamo che l’organismo può difendersi in diversi modi dalla infezione microbica delle vie urinarie, in primo luogo con l’assunzione di una cospicua quantità d’acqua: varia il pH dell’urina, accelera il flusso urinario assicurando una rapida e costante eliminazione di batteri, rafforza l’azione antimicrobica locale della mucosa vescicale. Anche l’alimentazione quotidiana può contribuire in modo importante nel non peggiorare un cistite acuta e nel favorirne la guarigione.
Tanta acqua al dì e tisane al timo
Bere tanta acqua fresca al giorno è necessario per avere gli sperati benefici terapeutici. Possiamo poi associare all’acqua del succo biologico puro di mirtillo rosso in misura di circa 500 ml al dì. Per chi gradisce le tisane, alcune tazze di infuso di timo, disinfettante delle vie urinarie, possono integrare i tre litri di liquidi necessari.
No agli zuccheri, all'alcool e ai vegetali irritanti
Asparagi, barbabietole, fragole, agrumi, latte, cibi speziati e gelati e dolci possono agire come irritanti. Gli zuccheri semplici e i carboidrati raffinati possono peggiorare una cistite dal momento che lo zucchero è tra i cibi più amati da batteri e funghi. Peperoni, melanzane, pomodori, cioccolata, salumi, insaccati e lievito possono scatenare infiammazioni della mucosa urinaria, come le bevande alcoliche, potenti irritanti di tutte le mucose dell’organismo, vescica compresa.
Si agli antisettici naturali
Aglio e cipolla sono da consumare in abbondanza per le loro proprietà antimicrobiche e immunostimolanti. Sedano e prezzemolo sono da considerare in ogni caso di cistite in virtù della loro azione diuretica. Mentre in estate, l’anguria favorisce a un tempo idratazione e diuresi.
Le diete troppo rigide e ipocaloriche aiutano l’infezione

Una dieta inappropriata, troppo restrittiva e ipocalorica, rischia di favorire le infezioni urinarie. Quando modifichiamo profondamente il nostro regime alimentare trascurando le necessità nutritive dell’organismo, fino ad allora abituato a un certo introito di calorie e nutrienti, le difese immunitarie tendono a essere meno efficienti e la vescica, uno dei territori più sensibili all’aggressione batterica, diventa un bersaglio ancora più facile. Proviamo allora ad allontanare dall’alimentazione quotidiana solo quei cibi realmente irritanti. Spesso inoltre chi soffre di cistite vive più manifestazioni di malattia nel corso dell’anno. Una dieta troppo prolungata potrebbe risultare debilitante e controproducente.

lunedì 6 gennaio 2014

LE VIRTU' DELLA FRUTTA SECCA, UN ALIMENTO PER TUTTE LE STAGIONI




Normalmente viene consumata solo durante il periodo natalizio. Le sue proprietà nutrizionali, ricchezza di fibre, proteine, vitamine B e E e sali minerali, niente colesterolo, potrebbero essere utili al nostro fisico durante tutto l'anno.  Naturalmente non è bene eccedere
Nonostante si trovi in commercio tutto l'anno, la frutta secca viene consumata soprattutto in quel ristretto periodo dell'anno che va da fine novembre a gennaio, specialmente durante le feste di Natale e Capodanno. Questa usanza probabilmente deriva dal fatto che fino a non molto tempo fa era considerata un bene di lusso da concedersi solo in occasioni particolari, e che era più difficile trovarla in commercio. Adesso che se ne conosce la ricchezza in sostanze nutritive, gli esperti di alimentazione ne consigliano il consumo in tutte le stagioni. Ricca di sali minerali, di vitamine e di grassi che combattono l'accumulo di colesterolo, è un alimento ideale per gli spuntini tra un pasto e l'altro come fonte di energia di pronto utilizzo. Ecco le mille virtù della frutta secca:

Noci, fichi secchi ecc. 
Mandorle, noci, fichi secchi. Nel parlare di frutta secca ci si riferisce genericamente alle sue varietà senza operare la dovuta distinzione tra quella a guscio, che comprende le noci, le nocciole, le mandorle, i pinoli, le arachidi e i pistacchi, e quella polposa disidratata tra cui i fichi, le prugne, le albicocche, l'uva passa e i datteri. Caratteristica comune a entrambi i tipi è quella di essere poveri d'acqua, anche se la frutta a guscio lo è naturalmente, mentre la polposa lo diventa in seguito ai trattamenti di disidratazione cui viene sottoposta. Grazie a questa proprietà la frutta secca può essere conservata per lunghi periodi e consumata anche fuori stagione. I due gruppi sono inoltre ricchi di fibre.

La frutta secca a guscio 
Si tratta di un alimento decisamente ipercalorico. Viene definita frutta oleosa in virtù del suo alto contenuto in grassi che si trovano, però, sotto forma di acidi grassi insaturi e polinsaturi e svolgono un'azione benefica nel contrastare le cosiddette malattie del benessere, contribuendo ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e riducendo il rischio di aterosclerosi e di cardiopatie. Infatti, è priva di colesterolo. Recenti studi l'hanno riabilitata dal punto di vista nutrizionale e la sua povertà d'acqua la rende un cibo “concentrato” estremamente ricco di energie e di calorie. Le castagne sono ricche di amido e quindi, tra la frutta a guscio, le meno caloriche. Molto importante anche la frazione proteica che è intorno al 12 - 13 % per ogni cento grammi di alimento: pur non essendo proteine nobili come quelle della carne o del pesce, sono pur sempre importanti e rendono la frutta secca a guscio un alimento importante in un regime dietetico di tipo vegetariano. Ancora, è molto ricca di vitamina B ed E (di cui sono note le proprietà antiossidanti), anche se quest'ultima si denatura con i processi di tostatura, per cui sarebbe meglio consumare noci, nocciole ecc. non tostate. Essa inoltre è ricchissima di sali minerali come potassio, rame, fosforo, ferro e calcio. A maggior pregio della frutta secca a guscio bisogna dire che, oltre ad avere il guscio che naturalmente la protegge, di solito arriva da aree agricole dove non ci sono produzioni di tipo intensivo e dove quindi è basso l'uso di pesticidi e di concimi chimici. Uno studio molto recente ha evidenziato una relazione tra il consumo di grassi essenziali (polinsaturi e insaturi) e le prestazioni mentali dei bambini, in particolare per quel che riguarda la capacità di apprendimento, la soglia di attenzione e la resa scolastica. I grassi essenziali (linoleico e alfa linolenico) sono sostanze che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare e che devono per questo essere introdotti con l'alimentazione. Anch'essi vengono distrutti dal calore, un buon motivo in più per non mangiare la frutta tostata.

La frutta secca polposa 
Essa può essere lasciata a essiccare naturalmente al sole, o artificialmente in essiccatoi e tramite trattamento in forno. Il suo contenuto di grassi è bassissimo, se non assente. Si caratterizza per un alto contenuto di zuccheri e di fibre: si può dire che possiede i costituenti della frutta fresca in versione concentrata. Tra la frutta secca polposa i datteri sono una buona fonte di magnesio e potassio, l'albicocca è ricca di caroteni e di magnesio e l'uva passa di ferro, potassio e vitamina E.
                                                                                       

Perché solo a Natale? 
Nonostante siaquesto il periodo dell'anno in cui il successo di questi gustosi alimenti conosce il suo picco massimo, sarebbe auspicabile che il loro uso si estendesse a tutto l'arco dell'anno, anche se l'alto contenuto di grassi ne consiglia sempre un consumo moderato. Trovare la frutta secca sui banchi del mercato non è un problema: è sempre in vendita. Bisogna però imparare a mangiarla: l'abitudine di sgranocchiarla dopo i pasti non è corretta perché, data la sua ricchezza in sostanze nutritive, essa appesantisce la digestione dando un surplus di calorie. Si dovrebbe consumare come colazione o come spuntino e soprattutto sarebbe ideale per gli sportivi, come fonte di energia di pronto utilizzo. Il fatto che questa frutta sia alla base di molti dolci tradizionali, come ad esempio il torrone e i croccanti, fa sì che esistano numerose e gustose ricette che ci permettono di mangiarla in tanti modi.

Un po' di numeri 
La frutta secca è molto calorica. Ogni 100 grammi di noce, per esempio, apportano 660 Kcal, 625 le nocciole, 642 il pistacchio, 542 le mandorle, 569 i pinoli, mentre tra i meno calorici abbiamo l'uvetta con 300 e i datteri con 253, i fichi con 242 e le prugne secche con 220. Dalle arachidi, le cui Kcal per 100 grammi sono 600, si ricava anche l'olio, dato il loro altissimo contenuto in lipidi.

Virtù e controindicazioni 
In conclusione si può affermare che grazie al suo contenuto in grassi essenziali, proteine, vitamine, sali minerali, fibre e zuccheri, la frutta secca rappresenti un alimento di prim'ordine. Tutta la frutta secca è altamente digeribile quando consumata a colazione o come spuntino e, in virtù dell'alto contenuto in fibre, aiuta la funzionalità intestinale. Alcune varietà mostrano anche pregi che vanno oltre il valore nutrizionale. Le prugne secche, per esempio, hanno un'azione importantissima a livello dell'intestino perché essendo ricche di fibre sono ottime contro la stitichezza: si consiglia di bollirle nell'acqua e di consumarle insieme al liquido di cottura. Lo stesso discorso vale per i fichi e per l'uva passa. Le mandorle sono importanti anche nel campo dell'estetica perché l'olio di cui sono ricche è ottimo per combattere la secchezza della pelle e dei capelli.

Non per tutti 
Non sempre però la frutta secca si rivela un alimento utilizzabile. Ci sono infatti categorie di persone che si devono astenere dal consumarla, per esempio chi soffra di problemi renali, chi segua regimi dietetici ipocalorici, i diabetici, che devono evitarla per l'alto contenuto di zuccheri. Anche chi è affetto dal morbo di Crhon in fase acuta, dalla rettocolite ulcerosa, o chi soffre di colite, malattie che impongono una dieta priva di fibre, si deve astenere dal consumarla. 

FONTE http://www.teatronaturale.it/ 
FONTE IMMAGINE www.nonsprecare.it

sabato 28 dicembre 2013

FESTIVITA' NATALIZIE. 12 REGOLE PER GUSTARSI I CENONI MA NON ESAGERARE


Inutile far finta di niente. Le feste natalizie, costellate di pranzi, cene e cenoni, stanno arrivando, come ci ricordano le vetrine e gli addobbi dei negozi già da qualche tempo.
Ecco, allora, che si ripropone il fatidico dubbio: è possibile rispettare la tradizione, gustando i piatti tipici della ricorrenza, evitando di trovarsi in sovrappeso di due o tre chili a gennaio? Dietologi, medici ed esperti dell'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano rispondono di sì. E' possibile.
Purché, però, si alleggeriscano i piatti in cucina e si tenga sotto controllo l'indice calorico degli alimenti.
"Le persone non conoscono il valore calorico degli alimenti, soprattutto dei grassi e dei prodotti elaborati come i dolci, i salumi e i condimenti – spiega la Dott.ssa Michela Barichella, Responsabile medico SS Dietetica e Nutrizione Clinica ICP MILANO – ricordiamo che non si deve abusare dell'olio perché ha un valore calorico elevato".
Indipendentemente dalla sua origine, infatti, che sia d'oliva o di semi, l'olio è più calorico del burro a parità di peso. Ma i grassi non sono introdotti solo sotto forma di condimento: le varie preparazioni industriali, come snack, panettoni, pandolci e cioccolata fanno la loro buona parte, insieme a patatine fritte, focacce, pizzette, maionese, frutta secca, salumi e bevande alcoliche.
Cosa fare, allora, per non eccedere in calorie e grassi? Gli esperti, oltre a un utilissimo dodecalogo, ci ricordano subito la prima e sacrosanta regola generale: festeggiare è giusto, ma occorre i giorni di festa veri e propri sono solo 4, la vigilia, il giorno di Natale, Capodanno e l'Epifania. "Si tratta di 4 occasioni, ma ormai l'abitudine ha portato la nostra società a festeggiare per più di 2 settimane consecutive. Quindi, sebbene sia concesso mangiare di più nei 4 giorni deputati, durante gli altri giorni delle festività è bene mangiare regolarmente, o limitare le calorie introdotte se si è in sovrappeso. Bisognerebbe, inoltre, aumentare l'attività fisica per smaltire le calorie in eccesso", spiega l'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano.
Ecco le 12 regole per contenere l'introito calorico durante le feste:
1 Consumare panettone, pandoro e altri alimenti ipercalorici tipici delle festività solo nei giorni di festa, evitando di mangiarli quotidianamente nei giorni successivi, in particolare a colazione o a merenda
2 Non far mai mancare sulla tavola natalizia abbondanti caraffe di acqua 
3 Bere vino rosso moderatamente. Evitare le bibite gassate e zuccherate, e i superalcolici
4 Evitare, per gli antipasti, preparazioni ricche in salse e preferire invece sottaceti, verdure grigliate o in pinzimonio, affettati magri e funghi
5 Accompagnare il secondo piatto con abbondanti verdure crude e cotte
6 Limitare il consumo di pane e, regola, ahinoi, tra le più dolorose, evitare la scarpetta
7 Non servire formaggi dopo il secondo piatto
8 Portare in tavola, a fine pasto, un'abbondante porzione di frutta fresca (agrumi, ananas, kiwi), limitando la frutta secca e candita ai soli giorni di festa
9 Non accompagnare i dolci natalizi con creme, cioccolata e farciture varie
10 Mantenere in casa e negli ambienti di lavoro temperature non superiori ai 20 gradi 
11 Seguire uno stile di vita attivo, spostandosi preferibilmente a piedi o in bicicletta e preferendo le scale al posto dell’ascensore

12 Trasformare le ricette in versione “light”, senza rinunciare al gusto, preparando il soffritto con del vino bianco, invece che con olio e burro, limitando l’uso del sale, preferendo le cotture al vapore, al forno o alla piastra e preparando dessert a base di frutta (macedonie, frutti di bosco), yogurt magro e sorbetto.

mercoledì 18 dicembre 2013

IL POTERE DELLA FIBRA

Il corpo è una macchina complessa. Ogni giorno, dobbiamo assumere i giusti quantitativi nutrizionali per la salute e l'equilibro dell'organismo, essenziale per una vita sana. Unelemento che sicuramente non può mancare è la fibra.
La quantità ideale giornaliera è di 38g per gli uomini e 25g per le donne. Il consumo di fibra porta ad una sensazione di pienezza, che può contribuire a ridurre la quantità di calorie consumate. Inoltre aiuta a digerire meglio gli alimenti.
Dove sono contenute le fibre? Nella frutta e verdura, nei legumi, nei cereali integrali, nelle noci e nei semi. Mangiare cibi ricchi di fibre è una tra le abitudini più salutari che possiamo mettere in atto. Esse aiutano a prevenire il cancro, specie alla bocca e all'apparato gastroenterico. La loro assunzione ha mostrato effetti positivi quali il controllo di zucchero nel sangue e minori probabilità di contrarre il diabete di tipo 2. Ad esempio, è stato appurato che l'avena è in grado di stabilizzare il livello di colesterolo.
Esistono essenzialmente due tipologie di fibra.
1-      Quella solubile, che si dissolve a contatto con l'acqua e che è utilissima per il controllo del colesterolo, si trova soprattutto in frutta e legumi;
2-      2- La fibra insolubile favorisce la digestione e riduce il rischio di cancro al colon. La troviamo nei cereali integrali e ortaggi.
 Una dieta corretta è composta da entrambe. Una dieta ricca di fibre fornisce la base per una buona alimentazione ed è un'alternativa perfetta a regimi eccessivamente ricchi di grassi e zuccheri. L'unico inconveniente che potrebbe insorgere è il gonfiore addominale, causato dall'abbondanza di gas intestinale. Tuttavia, esistono alcuni accorgimenti che ridurranno al minimo questo fastidio.
Iniziate la vostra dieta arricchita da fibre mangiandone piccole porzioni, e aumentandole lentamente nel tempo. Un graduale aumento della fibra impedirà un improvviso incremento del gas intestinale. Cominciando con piccole quantità, il corpo avrà tutto il tempo necessario per abituarsi alla presenza di gas, e reagirà in maniera ottimale all'introduzione di un quantitativo maggiore di fibra.

Cercate di bere molti liquidi, evitando le bevande zuccherate e le bibite e preferendo l'acqua naturale e le tisane depurative e drenanti. Il solfato è la causa primaria del gas e della flatulenza: uno dei modi migliori per ridurre l'effetto nocivo dei solfati è proprio quello di diluirli con l'acqua. Masticate lentamente per evitare l'introduzione dell'aria nel colon. Se non dovesse passare il disturbo, acquistate un prodotto specifico per ridurre il gonfiore addominale, come il carbone o l'estratto di finocchio. Anche se questi prodotti over-the-counter potrebbero non funzionare per tutti, si sono dimostrati efficaci per alcune persone che assumono diete ad alto contenuto di fibre.


FONTE IMMAGINE www.albanesi.it

martedì 17 dicembre 2013

SE USI LO ZUCCHERO SCEGLILO GREZZO

A differenza di quello bianco, non fa impennare la glicemia, ha un più elevato potere saziante ed evita la formazione di scorie, adipe e fermentazioni.

 Per quale motivo dovremmo convertirci allo zucchero integrale e abbandonare lo zucchero raffinato? Perché lo zucchero bianco, soprattutto se assunto a dosi eccessive e per periodi molto prolungati, è poco salutare per l’organismo: impoverisce le nostre riserve vitaminiche e minerali alzando la glicemia. Appena lo zucchero entra in circolo stimola l’insulina, un ormone prodotto dal pancreas che è coinvolto nella sintesi del glucosio. Introducendo nell’organismo quotidianamente quantità consistenti di zucchero raffinato, l’insulina viene sollecitata di continuo, il pancreas si indebolisce e l’organismo, per “riparare” a questo sovraccarico, è obbligato a utilizzare le scorte di vitamine e minerali che ha in riserva. Ne consegue un’alterazione dell’equilibrio acido-basico del nostro corpo e una spiccata tendenza all’iperacidità, causa principale di infiammazioni, cellulite e atonicità dei tessuti.
Quello bianco lo trovi anche dove meno te lo aspetti
Per tornare al suo naturale equilibrio, il nostro organismo utilizzerà anche le riserve di calcio (predisponendo all’osteoporosi) e darà al fegato più lavoro di quanto è in grado di sopportare. Le conseguenze? Aumento dei trigliceridi nel sangue, rischio di arteriosclerosi e diabete. Dobbiamo ricordare anche che lo zucchero bianco viene usato non solo nella preparazione dei cibi dolci industriali (fette biscottate, pane, grissini) ma anche nei cibi conservati (come piselli, salse di pomodoro, maionese, yogurt). Quindi attenzione alle etichette degli alimenti che acquistiamo. E da oggi, inseriamo nella nostra dieta i veri zuccheri grezzi, che si trovano in particolare nei negozi di cibo biologico.
Quello grezzo ha molte qualità…
Lo zucchero di canna grezzo è ricco di sali minerali, vitamine e anche di fibra. Poi, le calorie sono inferiori (il 10% in meno) rispetto allo zucchero bianco raffinato. Inoltre ha un sapore intenso, dolcifica di più, e quindi, ne basta meno.
…E riduce la voglia di dolce
Se ti abitui allo zucchero integrale, per esempio per dolcificare il caffè, il tè o il latte della colazione, poco alla volta il tuo palato cercherà alimenti meno dolci e potrai tornare ad apprezzare il vero sapore dei cibi, introducendo meno calorie

Attenzione: non confonderlo con quello “falso”
Nei supermercati e nei bar puoi spesso trovare zucchero di canna che, in realtà, è uno zucchero totalmente o parzialmente raffinato quindi non integrale, ma semplicemente addizionato con caramello e melassa. Questo zucchero non possiede le peculiarità nutrizionali dello zucchero grezzo naturale e si avvicina, per composizione, a quello raffinato.


FONTE www.riza.it
FONTE IMMAGINI www.rosmarinonews.it 

domenica 15 dicembre 2013

10 ALIMENTI ALTERNATIVI RICCHI DI CALCIO


Il calcio è il minerale più abbondante e la quinta sostanza più abbondante dell’organismo. Circa il 99% del calcio nell’organismo è depositato nelle ossa e nei denti. Il rimanente 1% si trova nei tessuti molli, nei fluidi cellulari e nel sangue. Il calcio viene usato per lo sviluppo e il mantenimento della struttura e della rigidità ossea. Partecipa al processo di coagulazione del sangue, di stimolazione dei nervi e dei muscoli, al funzionamento dell’ormone paratiroideo e al metabolismo della vitamina D.La salute delle ossa dipende dal calcio, un minerale che può essere introdotto nell’organismo attraverso un’assunzione corretta dei cibi. 
Assicurarsi ogni giorno la giusta quantità di calcio ci aiuta nella prevenzione dell’osteoporosi, la malattia sistemica dello scheletro che porta ad una maggior fragilità ossea e quindi ad un maggior rischio di fratture. Gli esperti raccomandano una dose giornaliera di calcio che varia dai circa 1000 mg/giorno nell’infanzia fino ai 1500 mg/giorno per le donne in età post-menopausale. 
È più che risaputo che gli alimenti che contengono più calcio sono il latte e tutti i suoi derivati; ma visto che la regola d’oro per una vita sana è quella di variare la propria alimentazione, allora si può pensare di assumere il calcio anche consumando altri cibi
Ricordatevi: per l’assorbimento del calcio è necessaria la vitamina D, un “muratore” importante perché presiede al mantenimento di un’adeguata mineralizzazione dello scheletro e si può trovare nelle aringhe, nel salmone, nelle sardine, nello sgombro, nel merluzzo (non allevato) e nei latticini. 
 Vediamo quindi 10 alimenti ricchi di calcio senza dimenticare che alcuni di essi godono anche di altre importanti proprietà che abbiamo approfondito.

Alici. Le alici o acciughe contengono non solo acidi grassi omega-3, come tutto il pesce azzurro, ma anche calcio in notevole quantità che però è contenuto nello “scheletro” quindi per assumerlo le alici devono essere di dimensioni molto piccole e cotte intere. Le alici sono anche ricche di vitamina B12, fondamentale per la sintesi dei globuli rossi e quindi per evitare il rischio di anemia.
Polpo. A basso apporto calorico e ricco di calcio, questo mollusco è molto valido da un punto di vista sia nutrizionale sia culinario perché si presta a tanti tipi di preparazioni diverse. Provatelo per esempio in un primo piatto completo accompagnato con cereali integrali in chicchi e verdure di stagione.
Rucola. Con il suo sapore piccantino, la rucola è un ortaggio molto amato per dare sapore alle insalate ed evitare così troppi condimenti. La rucola è nota perché contiene calcio in buone quantità e per le sue proprietà digestive e diuretiche. Inoltre è un alimento perfetto da consumare in caso di influenza perché grazie alla vitamina C favorisce la guarigione.
Soia. La soia è presente anche in questa classifica dimostrando quanto sia benefica per la salute del nostro organismo. La bevanda di soia è indicata tra le migliori alternative al latte animale, perché apporta calcio ma senza gli effetti collaterali del latte perché non contiene né la proteina caseina né lo zucchero lattosio a cui molte persone sono allergiche.
Mandorle e noci. Le mandorle e le noci sono il modo più gustoso per assicurarsi la propria dose di calcio anche durante la merenda. Infatti, sono indicate dai nutrizionisti come lo spuntino ideale prima dell’attività fisica o durante un lavoro intellettualmente impegnativo perché sono molto energetiche e allo stesso tempo digeribili.
Spinaci. Se è stato sfatato il mito che gli spinaci sono gli ortaggi più ricchi di ferro, rimane comunque vero che contengono calcio in buona quantità. Bisogna però aspettare la primavera per consumare gli spinaci freschi così da assicurarsi tutte le loro proprietà nutritive.
 Broccoli. In attesa della stagione degli spinaci, si può assumere calcio anche in autunno e in inverno grazie ai broccoli. Broccoli fanno rima non solo con calcio ma anche con vitamine, visto che ne contengono in buona quantità, e con preziose molecole classificate con il termine generico di “antiossidanti”: preziosi alleati della nostra salute.
 Acqua . Assumere calcio è davvero semplice come bere un bicchiere d’acqua! L’acqua calcica, per essere definita come tale, deve contenere una quantità di calcio superiore a 150mg/L. A volte è l’acqua che esce dal rubinetto ad essere particolarmente ricca di calcio, per saperlo basta chiedere al servizio acquedotto del proprio paese.
 Cicoria. Un ortaggio povero, ma con un buon contenuto di calcio. La cicoria è, infatti, un alimento che si trova spesso nelle ricette della tradizione popolare. Oggi è stato riscoperto soprattutto come ingrediente di infusi e tisane dalle proprietà erboristiche per il suo potere “depurativo”.

Fichi secchi. La stagione dei è passata da tempo, per fortuna si possono acquistare nella loro variante secca per assumere una buona dose di calcio, ferro e carotenoidi. L’azione di queste tre sostanze, rende questi frutti particolarmente benefici per ossa, vista e pelle. Il decotto di fichi secchi è perfetto proprio nella stagione dell’influenza perché aiuta ad alleviare la tosse.